Com’è la vita da mamma assistente virtuale?

L’ho raccontato qualche settimana fa a Paola Devescovi, imprenditrice  e digital business coach in una video-intervista per il blog di Va Academy, l’accademia online che forma le assistenti virtuali.

Le ho raccontato la mia storia lavorativa e abbiamo anche parlato a lungo della professione di assistente virtuale in italia, senza dubbio una professione adatta alle mamme.

La mia storia professionale

Ho iniziato a lavorare in azienda nel 2001, subito dopo essermi diplomata al liceo linguistico. Avevo inviato via fax  il curriculum e dopo qualche minuto ho ricevuto la chiamata per fissare il colloquio. Bei tempi!

Ho iniziato come segretaria generica all’interno di un’azienda di ingegneria nel settore metalmeccanico. Facevo fotocopie, piccola contabilità e attività di supporto ai vari reparti, rispondevo al telefono.

Poi desideravo crescere professionalmente e cambiare contesti cosi sono stata assunta da un’azienda di informatica, un brand che produce hardware.

Ho lavorato lì per diversi anni, più o meno 5 e ho imparato molto fino a diventare un’assistente commerciale per lo più per l’estero, supportando non solo l’amministratore delegato e il direttore commerciale, ma soprattutto i responsabili delle filiali di Francia, Spagna, Dubai, Taiwan, Svizzera, Germania e così via partecipando anche attivamente di persona ad alcune importanti fiere del settore all’estero. Mi sono sempre occupata di tutto l’iter della vendita da quando veniva fatta l’offerta ai clienti alla spedizione dei prodotti in italia e all’estero coordinandomi anche con  gli acquisti, il magazzino, l’assistenza tecnica e il marketing. Eravamo una squadra fortissima!

Benvenuta crisi!

Con l’arrivo della crisi sono stata costretta a cambiare azienda e ho lavorato prima nel settore elettrico e poi in quello della distribuzione di strumenti musicali fino a ritornare nel settore informatico, questa volta software. Ho sempre mantenuto e approfondito la mia figura professionale di assistente commerciale.

Avevo un ottimo stipendio, una buona posizione e un lavoro a tempo indeterminato.

Solo che le cose non sempre vanno come si pensa e dopo aver conosciuto realtà aziendali professionali, belle e stimolanti, mi sono trovata di fronte a realtà totalmente opposte, tanto da spingermi a lasciare definitivamente la mia carriera come dipendente in un’azienda.

Ormai non ci credevo più, ero davvero molto avvilita e non avevo più alcuno stimolo nel cercare un altro posto fisso, anche perché ormai nessuno  assumeva più a tempo indeterminato.

Ho continuato però a portare, come si dice, il pane a casa, grazie alla mia passione, quella per la cinofilia e per gli animali, lavorando come educatrice cinofila freelance e come toelettatrice in alcuni negozi tra Arese e Como.

Sognavo un lavoro da casa

Nel frattempo sognavo un lavoro che potessi fare da casa, un lavoro professionale, che mi permettesse di guadagnare come  se avessi uno stipendio da impiegata e anche di più. Volevo un lavoro che fosse flessibile, serio, stimolante. Volevo qualcosa che fosse mio e che mi piacesse tanto fare.

Non avevo la più pallida idea di cosa però.

Le ho pensate tutte, davvero tutte. Dall’aprire un negozio per animali o per bambini all’aprire un centro cinofilo, ma i costi per avviare queste attività erano troppo alti e poi non erano lavori che potevo svolgere da casa.

Sono diventata mamma

Nel 2013 è nato il mio piccolo Elio e io ho potuto continuare a lavorare in negozio solo fino al sesto mese e ho continuato fino all’ottavo facendo qualche saltuaria consulenza cinofila. Poi mi sono dovuta fermare.

Cercavo disperata su internet qualsiasi soluzione possibile che mi permettesse di lavorare da casa. Ho persino provato con il telemarketing da casa, con i sondaggi telefonici, ma erano solo lavoretti saltuari e poco remunerativi e soprattutto non mi appassionavano.

Ormai il mio piccolo stava crescendo ed era sempre più vicino il momento in cui una mamma con un lavoro dipendente decide se mandare il bimbo al nido per rientrare al lavoro oppure prolungare la maternità.

Ero molto sotto pressione perché tutte le persone che mi stavano intorno, famigliari, parenti e amici mi spingevano ( spesso mi sentivo quasi obbligata) a cercare un lavoro tradizionale in azienda come impiegata, cercando poi di farmi assumere a tempo indeterminato. Manco esistesse per davvero. Nessun posto di lavoro è forever, neanche se è scritto nero su bianco. Intendo dire che non c’è mai una certezza garantita che sia così per sempre. E io lo so bene!

E soprattutto quello non  era il mio obiettivo, nonostante sapessi che dovevo al più presto guadagnare dei soldi.

Decisi allora di mandare via dei curriculum e cercare un posto part-time in qualsiasi azienda mi volesse assumere, con qualsiasi tipo di contratto.

Non ero convinta di quello che stavo facendo, ma avevo tutti addosso e in qualche modo non volevo deludere i miei cari.
Ma non ho mai mollato, né perso di vista il mio obiettivo: lavorare da casa.

Ho fatto anche diversi colloqui, un call center voleva anche assumermi, ma ho rifiutato all’ultimo minuto mentre avevo il contratto in mano da firmare.

Mamma assistente virtuale

Le ricerche su internet continuavano senza sosta tra un invio di CV e un cambio di pannolino.

Finalmente un giorno ho letto un articolo sul blog di Nomadi Digitali che parlava di assistenza virtuale e di un corso per diventare assistenti virtuali.

L’assistente virtuale è una libera professionista indipendente che offre supporto da remoto, e quindi da casa propria, da un co-working o da ovunque voglia ad altri professionisti, imprenditori o piccole aziende e che ha competenze approfondite del mondo online. Offre servizi diversi come ad esempio di tipo amministrativo o segretariale o che riguardano il web marketing o il social media marketing.

Era la professione che cercavo, quello che volevo e potevo fare. Fare l’assistente virtuale mi avrebbe dato la possibilità non solo di non gettare via nulla della mia esperienza lavorativa acquisita fino ad allora, ma anche di imparare cose nuove in un mondo che mi ha sempre affascinato tantissimo, il web.

Così mi sono buttata in questa impresa senza pensarci su troppo. Mi sono detta “o la và o la spaca” . Ho frequentato il corso di cui avevo letto che mi ha dato tutte le basi per incominciare ad avviare la mia attività, per capire come lavorare a distanza e come promuovermi. Poi ho dovuto approfondire tutto e molto. Credo che sia sempre necessario aggiornarsi, studiare, restare sul pezzo, in qualsiasi campo, ma a maggior ragione se fai un lavoro che vive grazie ad internet.

Assistente virtuale,  podcaster & consulente

Ho scritto degli articoli per il blog di quello che era il mio vecchio sito audrava.com ( una pessima scelta quella di chiamarmi audrava, perché spesso quel “va” che stava per virtual assistant  non era chiaro o veniva confuso con la provincia di Varese) raccontando la mia professione di mamma  che lavora da casa come assistente virtuale e di cosa sia l’assistenza virtuale. Ho frequentato altri corsi, ho letto molto e  ho collaborato con persone molto conosciute nel mondo del digitale che mi hanno insegnato moltissimo.

Piano piano hanno incominciato a scrivermi molte persone, per lo più donne, mamme e non, ma anche alcuni maschietti, che volevano capire come si  diventa assistenti virtuali oppure che avevano terminato il corso, ma si trovavano a un punto morto, con delle incertezze o dei dubbi.

Ho iniziato così il mio percorso verso il mondo della consulenza, mettendo la mia esperienza a disposizione delle persone che mi contattavano e che avevano bisogno di una mano per poter proseguire con il loro business di assistenti virtuali.

In seguito ho conosciuto, prima attraverso il suo podcast Strategia Digitale, e poi di persona  Giulio Gaudiano che mi ha convinto a creare un podcast che si intitola Lavoro da Casa nel quale intervisto altre donne che come me sono riuscite a creare la loro attività indipendente, bilanciando famiglia e lavoro.

Lo scopo del podcast è di fornire idee, spunti e consigli a chiunque voglia intraprendere una professione indipendente, ma non ha ancora ben chiaro da dove partire o si trova a un punto fermo, portando le testimonianze dirette di chi ce l’ha fatta.

Il lavoro da casa secondo me  identifica un modo nuovo di lavorare, ma non per questo meno professionale. Che si lavori da casa propria, dalla biblioteca o da un co-working non fa tanta differenza, quello che voglio far emergere attraverso il podcast è che chi lavora in maniera non tradizionale, online e/o in modo indipendente svolge una professione seria e non un lavoro di serie B.

 

 

Ad oggi sono passati circa 3 anni da quando ho iniziato questa avventura. Lavoro come assistente virtuale con clienti diversi, per lo più donne, alcuni di loro molto noti come la bravissima Enrica Crivello e  il podcast Digitalia.fm. Persone fantastiche che mi danno ogni giorno sempre più motivazione ad amare quello che faccio. In contemporanea offro consulenze per chi vuole imparare a lavorare da casa e aiuto le persone che vogliono riuscire a fare la mia stessa professione.

Credo che per riuscire ad andare avanti, verso la nostra meta sia importante avere grande motivazione e non aver paura di sbagliare. Dagli errori si può imparare e anche tanto!

Ma adesso ti lascio alla video intervista che mi ha fatto Paola Devescovi: